17/03/11
15/03/11
Debito pubblico: per ridurlo vendiamo pure l’oro di Bankitalia?
Dopo la patrimoniale, riproposta nelle scorse settimane in ambienti intellettuali vicino al centrosinistra, ecco una nuova idea destinata a far discutere: dismettere l’oro e le scorte di Bankitalia (in tutto circa 110 miliardi di euro) per ridurre una fetta dell’impressionante debito pubblico italiano che a gennaio è aumentato di 36,7 miliardi rispetto al mese precedente, raggiungendo quota 1.879,9 miliardi.La provocazione viene stavolta dalle associazioni dei consumatori (Federconsumatori e Adusbef), secondo cui il nuovo aumento del debito «equivale ad un gravame di 31.331 euro per ognuno dei 60 milioni di abitanti», ossia 4.242 euro l’anno per ogni famiglia, a cui occorrerebbe aggiungere 1.250 euro dovuti ai rincari di servizi bancari, bollette, pedaggi autostradali, Rc Auto, ecc.
Tuttavia, la dismissione delle scorte, oltre a limitare di poco l’enorme debito (in questo caso sarebbe più efficace la patrimoniale), avrebbe un effetto solo sull’immediato, ma non sul lungo periodo: se non si tagliano le spese dello Stato, è difficile poi, una volta ridotto, non far risalire ancora una volta il livello dell’indebitamento. E, quindi, fa bene Mario Draghi a tenersi stretto l’oro di Bankitalia. Con buona pace dei consumatori
Tuttavia, la dismissione delle scorte, oltre a limitare di poco l’enorme debito (in questo caso sarebbe più efficace la patrimoniale), avrebbe un effetto solo sull’immediato, ma non sul lungo periodo: se non si tagliano le spese dello Stato, è difficile poi, una volta ridotto, non far risalire ancora una volta il livello dell’indebitamento. E, quindi, fa bene Mario Draghi a tenersi stretto l’oro di Bankitalia. Con buona pace dei consumatori
Futures dell’oro in calo, paure per il nucleare in Giappone
Futures Pros - I futures sull'oro sono scesi martedì, in calo per la prima volta in tre giorni, poiché i timori sulla crescente emergenza nucleare del Giappone hanno innescato un selloff di azioni e commodities. La divisione Comex del New York Mercantile Exchange, ha scambiato i futures dell’oro con consegna ad aprile a 1.416,25 dollari l’oncia troy, durante la mattinata di scambi europei, con un calo dello 0,58%. Precedentemente è stato toccato il prezzo di 1.407,95 dollari l’oncia troy, il prezzo più basso dall’ 11 marzo.
All'inizio della giornata, il primo ministro giapponese Naoto Kan ha dichiarato l’alto rischio di dispersione di radiazioni dalla centrale di Fukushima Dai-Ichi, in seguito ad una nuova esplosione nello stabilimento colpito, questa volta al reattore numero 4.
L’indice Nikkei 225 è precipitato del 10,1% e ha chiuso al livello basso di due anni, mentre i mercati europei ha registrato grosse perdite dopo l'apertura, spingendo gli investitori a passare al denaro contante per coprire le perdite. L'indice del dollaro, che replica la performance del biglietto verde contro un paniere di sei principali valute, è aumentato dello 0,53% a 77,01 durante la mattinata di scambi commercio europei.
Una forte domanda di dollari scoraggia la richiesta di materie prime come investimento alternativo e rende più costoso il metallo espresso nella valuta più alta rispetto alle altre valute. Nel frattempo, il fornitore di servizi finanziari globali UBS ha alzato le sue previsioni mensili per l'oro a 1.450 dollari l’oncia troy, rispetto alla precedente stima di 1. 375, basato in gran parte sull'impatto previsto del terremoto giapponese.
USB ha dichiarato in un rapporto che il sisma in Giappone ha aumentato l'incertezza a livello mondiale, risultando in un "terreno fertile per l’aumento dei prezzi dell'oro più nel breve termine". L’argento con consegna a maggio ha perso l’1,76%, scambiato a 35,24 dollari l’oncia troy, mentre il rame con consegna a maggio è sceso dell’1,49%, scambaito a 4,157 dollari la libbra durante la mattinata di scambi europei.
All'inizio della giornata, il primo ministro giapponese Naoto Kan ha dichiarato l’alto rischio di dispersione di radiazioni dalla centrale di Fukushima Dai-Ichi, in seguito ad una nuova esplosione nello stabilimento colpito, questa volta al reattore numero 4.
L’indice Nikkei 225 è precipitato del 10,1% e ha chiuso al livello basso di due anni, mentre i mercati europei ha registrato grosse perdite dopo l'apertura, spingendo gli investitori a passare al denaro contante per coprire le perdite. L'indice del dollaro, che replica la performance del biglietto verde contro un paniere di sei principali valute, è aumentato dello 0,53% a 77,01 durante la mattinata di scambi commercio europei.
Una forte domanda di dollari scoraggia la richiesta di materie prime come investimento alternativo e rende più costoso il metallo espresso nella valuta più alta rispetto alle altre valute. Nel frattempo, il fornitore di servizi finanziari globali UBS ha alzato le sue previsioni mensili per l'oro a 1.450 dollari l’oncia troy, rispetto alla precedente stima di 1. 375, basato in gran parte sull'impatto previsto del terremoto giapponese.
USB ha dichiarato in un rapporto che il sisma in Giappone ha aumentato l'incertezza a livello mondiale, risultando in un "terreno fertile per l’aumento dei prezzi dell'oro più nel breve termine". L’argento con consegna a maggio ha perso l’1,76%, scambiato a 35,24 dollari l’oncia troy, mentre il rame con consegna a maggio è sceso dell’1,49%, scambaito a 4,157 dollari la libbra durante la mattinata di scambi europei.
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